Sorbo San Basile - GuidaCalabria

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Sorbo San Basile

Paesi di montagna

È uno dei comuni più belli della provincia di Catanzaro anche se si tratta di un piccolo centro prevalentemente agricolo. Due terzi del territorio è montano ed il restante monte è bassa collina. Un notevole contributo al suo sviluppo si dice lo abbiano dato i Frati Basiliani dai quali nel 1862-1863, al Villaggio Sorbo si aggiunse il nome San Basile. Si tramanda che nel territorio fino alla metà degli anni sessanta funzionassero due importanti mulini ad acqua: l’uno detto mulino Mollo, l’altro detto mulino Folino, la cui attività è andata poi diminuendo fino a cessare definitivamente dal 1970 in poi. Di questo paese va inoltre ricordato lo sviluppo avuto dalla coltura del baco da seta “u cucullo” la seta grezza veniva filata a mano e raccolta in matasse, quindi tessuta e trasformata in tela, e lavorata dai celibi artigiani del luogo che ne ricavavano vestiti e coperte. Altra attività artigianale è stata quella della ginestra che lavorata dava una seta speciale chiamata “stoppa” che a sua volta poi veniva trasformata in tela da telai specializzati oppure filata a mano dalle donne per ricamare calze o biancheria. Nel bosco e nel sottobosco lo annoverano tra i territori più ricchi per produzioni naturali come funghi, fragole, castagne anzi Sorbo viene posto tra i maggiori comuni meridionali produttori di castagne. La cucina sorbese, infatti, comprende molte pietanze fatte coi funghi. Rinomati, poi, i suoi salami preparati una volta in casa, secondo metodi tradizionali ed oggi dai ristoranti. L’olio di oliva, le olive, la pasta fatta in casa, il pane cotto ancora nei forni a legna. La cacciagione di cui il territorio è ricco e le trote del lago Passante e dei fiumi Alli e Melitello consentono, inoltre, uno svago ideale per i visitatori. Da vedere le Chiesa parrocchiale Santa Maria delle Grazie, costruita da abili maestri della zona, sita nel centro storico del comune, di notevole interesse storico-artistico il cui interno è ricco di stucchi, fregi e cornici, con un altare maggiore in marmo policromo ed intarsio, il soffitto della navata centrale in piano, dipinto a cassettone. Soprattutto la statua di San Francesco Saverio Patrono celeste di Sorbo San Basile dal grande valore artistico che consiste in un busto ligneo scolpito e tutto dipinto al naturale, opera di ignoto autore della fine del 17° secolo la quale reca incastonato al centro del petto un piccolo medaglione ovale, costruito in metallo dorato, dove vi è conservata una reliquia protetta da un cristallo sfaccettato. La scultura è armata di un fine disegno a motivi floreali e volute intagliate sul mantello del Santo e lungo i lati della base dorata.



 
 
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